The new issue of www.utsanga.it is online now. Contributors:
Amarilys Quintero Ruiz, Shin Tanabe, Tae Ateh, Jean-Pierre Bobillot,
Giovanni Fontana, John Held, Sue Hartigan, Myriam Laplante, Neda
Mehrjoo, Rafael González, Alexia Rizzi, Massimo Polello, Kerri Pullo,
Giuseppe Pellegrino, Antonio Rollo, Peter Ganick, Kimm Kiriako, Lucia
Marcucci, Feliciano de Mira, Giorgio Moio, Dawn Nelson Wardrope, Cecelia
Chapman, Jeff Crouch, Francesco Aprile, Cristiano Caggiula, Egidio
Marullo, Volodymyr Bilyk, Julien Blaine, Fabio Orecchini, Spencer Selby,
Wladimir Larioshyn, Vasyl Heraschenko, Sawah Hougelyan, Olexandr
Ryabov, Oleg Kyrychenko, John M. Bennett, Bruno Conte, Oronzo Liuzzi,
Rossana Bucci, Reed Altemus, Tom Cassidy, Jim Leftwich, Texas
Fontanella, József Biró.
giovedì 29 dicembre 2016
venerdì 25 novembre 2016
martedì 27 settembre 2016
Movimento letterario New Page, novità editoriali
Novità dal movimento letterio New Page: nuova direzione, nuovi autori, nuovi testi pubblicati.
New Page è un movimento letterario fondato nel 2009 da Francesco Saverio Dòdaro, in
Italia. Dal marzo 2013 al primo agosto 2016 la curatela del movimento è
stata a due voci: F. S. Dòdaro-F. Aprile. A partire dall’agosto 2016 la
direzione è affidata a Francesco Aprile. Narrativa di cento parole. Romanzi brevi, brevissimi, di cento parole, in store, da esporre nelle vetrine dei negozi, su crowner, pannelli cartonati molto in uso nella comunicazione pubblicitaria. E poi. Ancora. Apre al teatro, alla poesia. Teatro in store. Teatro di cento parole. Poesia in store, nelle vetrine. Poesia di poche parole in store. Nella piazza comunicazionale del terzo millennio.
In ultimo, la sezione scavi del movimento. Per indagare le vie del
linguaggio, in store, ma senza il limite delle cento parole.
«I romanzi, la poiesi in genere, intercettano l’ora,
il contesto, l’ampio know-how, ed escono dalle gabbie speculative –
commerciali e di potere – per diffondersi tra i frammenti, le
desolazioni, le mancanze, gli smembramenti, le solitudini. L’amore.
Cento parole. Ritorna, in altra veste, il cantastorie. Il cantastorie del terzo millennio». (Francesco Saverio Dòdaro, 2010-03-18)
Nuovi autori che hanno aderito al movimento: Marina Pizzi, Fabio Orecchini.
Altri testi pubblicati:
https://newpageinstore.wordpress.com/2016/09/27/np_4-38_francesco-aprile/
giovedì 15 settembre 2016
lunedì 22 agosto 2016
mercoledì 17 agosto 2016
At a Distance: Precursors to Art and Activism on the Internet
edited by Annmarie Chandler, Norie Neumark
The MIT Press Cambridge, Massachusetts London, England, 2005
The Wealth and Poverty of Networks
Globalization - and Some of Its Discontents
by Ken Friedman
pp. 414, 415
Robert Filliou sviluppa la sua nozione di Eternal Network non come invito all'azione ma come qualcosa tra una metafora e una descrizione di ciò che Filliou crede sia l'emergere di una dterminata realtà sociale.
Filliou ha inteso ciò come una descrizione vera e propria, ma il fatto è che l'Eternal Network ha funzionato soprattutto a livello metaforico. In un certo senso, questo non è un problema. Filliou ha sviluppato il suo concetto di "La rete Eterna" in termini di condizione umana, piuttosto che d'arte. Questa era l'idea centrale dell'Eternal Network. Da quando Filliou ha coniato il termine, l'idea della Rete Eterna ha assunto una vita propria, a significare una comunità globale di persone che credono in molte delle idee care a Filliou. Questa comunità è fluida, composta da persone che non si incontrano e che non sempre concordano sui concetti di vita e arte. Questi fatti non diminuiscono la realtà di una comunità in corso, ma la comunità è diffusa e debole. Anche se questa comunità ha scambiato idee per oltre tre decenni, ha relativamente pochi impegni durevoli diversi dal contatto artistico. la metafora è potente. La realtà non è, e la Rete Eterna rimane bloccata nel mondo dell'arte, dove si fa ben poco per rendere la vita più importante dell'arte. Il concetto di rete Eterna porta qualsiasi osservatore riflessivo ad alternarsi tra ottimismo e allegra rassegnazione. E' facile essere allegro, semplicemente perché questa metafora del villaggio globale è sopravvissuta per tutto il tempo che ha. In un certo senso, la Rete Eterna ha prefigurato computer, telefax, posta elettronica, e il worl wide web. Vorrei discutere questo problema in seguito. Per ora, torniamo brevemente alla questione del globalismo in Fluxus. Le suggestioni di un mondo senza restrizioni, in Fluxus, suggeriscono un mondo in cui è possibile creare il massimo valore per il maggior numero di persone. Questo trova il suo parallelo in molti dei principi centrali del buddismo. In termini economici, ci porta a quello che si potrebbe chiamare capitalismo buddista o capitalismo verde. Il capitalismo buddista è la metafora delle strutture economiche che uniscono la forza produttiva del libero mercato a una sensibilità etica che rispetta il valore umano di tutti i gruppi sociali e culturali, grandi e piccoli. Utopian Laser Television, manifesto di Nam June Paik, punta proprio in questa direzione.
edited by Annmarie Chandler, Norie Neumark
The MIT Press Cambridge, Massachusetts London, England, 2005
The Wealth and Poverty of Networks
Globalization - and Some of Its Discontents
by Ken Friedman
pp. 414, 415
Robert Filliou sviluppa la sua nozione di Eternal Network non come invito all'azione ma come qualcosa tra una metafora e una descrizione di ciò che Filliou crede sia l'emergere di una dterminata realtà sociale.
Filliou ha inteso ciò come una descrizione vera e propria, ma il fatto è che l'Eternal Network ha funzionato soprattutto a livello metaforico. In un certo senso, questo non è un problema. Filliou ha sviluppato il suo concetto di "La rete Eterna" in termini di condizione umana, piuttosto che d'arte. Questa era l'idea centrale dell'Eternal Network. Da quando Filliou ha coniato il termine, l'idea della Rete Eterna ha assunto una vita propria, a significare una comunità globale di persone che credono in molte delle idee care a Filliou. Questa comunità è fluida, composta da persone che non si incontrano e che non sempre concordano sui concetti di vita e arte. Questi fatti non diminuiscono la realtà di una comunità in corso, ma la comunità è diffusa e debole. Anche se questa comunità ha scambiato idee per oltre tre decenni, ha relativamente pochi impegni durevoli diversi dal contatto artistico. la metafora è potente. La realtà non è, e la Rete Eterna rimane bloccata nel mondo dell'arte, dove si fa ben poco per rendere la vita più importante dell'arte. Il concetto di rete Eterna porta qualsiasi osservatore riflessivo ad alternarsi tra ottimismo e allegra rassegnazione. E' facile essere allegro, semplicemente perché questa metafora del villaggio globale è sopravvissuta per tutto il tempo che ha. In un certo senso, la Rete Eterna ha prefigurato computer, telefax, posta elettronica, e il worl wide web. Vorrei discutere questo problema in seguito. Per ora, torniamo brevemente alla questione del globalismo in Fluxus. Le suggestioni di un mondo senza restrizioni, in Fluxus, suggeriscono un mondo in cui è possibile creare il massimo valore per il maggior numero di persone. Questo trova il suo parallelo in molti dei principi centrali del buddismo. In termini economici, ci porta a quello che si potrebbe chiamare capitalismo buddista o capitalismo verde. Il capitalismo buddista è la metafora delle strutture economiche che uniscono la forza produttiva del libero mercato a una sensibilità etica che rispetta il valore umano di tutti i gruppi sociali e culturali, grandi e piccoli. Utopian Laser Television, manifesto di Nam June Paik, punta proprio in questa direzione.
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